ARIGAMO ARIGATO | 25 novembre 2021

Il barocchismo della rosa

Lezione magistrale dell’estetologo e critico d’arte Prof. Atsushi Tanigawa

Accademia nazionale di scienze, lettere e arti di Modena

Corso Vittorio Emanuele II, 59 / Dalle ore 17,30 alle ore 19,30.

Presso l’Accademia nazionale di scienze, lettere e arti, il noto filosofo estetico, Professor Atsushi Tanigawa presenterà “Il barocchismo della rosa”, il primo libro del noto filosofo estetico giapponese che sarà pubblicato in Italia da GOG Editore nel 2022. Il testo affronta con gli strumenti della sua disciplina il tema del suicidio di Mishima Yukio avvenuto il 25 novembre 1970. Si tratta di un testo fondamentale che punta a ricondurre il gesto estremo del grande scrittore nipponico alla sua dimensione filosofica ed estetica.

Prof. Atsushi Tanigawa

Estetologo e critico d’arte. Nel 1972 si laurea presso il Dipartimento di Arte Estetica della facoltà di Lettere dell’Università di Tōkyō. Nel 1978 completa il dottorato di ricerca in Arte Estetica presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Tōkyō e consegue il titolo di Dottore in Lettere. Successivamente ricopre diversi ruoli come assistente presso l’Università di Tōkyō, professore presso la facoltà di Lettere dell’Università Kokugakuin, professore invitato presso l’Università Normale di Hangzhou e l’Università Seika di Kyōto.
Sulla base delle varie tematiche della storia dell’arte moderna giapponese offre un’ampia visione che va dall’arte manieristica e barocca fino a quella modernistica e contemporanea; estende la sua attività di critico e sviluppa orizzonti estetici secondo una sua prospettiva unica ne “la teoria del principio dell’estetica”, “la teoria del tempo artistico”, “la teoria delle rovine”, “la teoria del trompe l’oeil”, “la teoria del surrealismo” e “la teoria della pelle artistica”. Diverse volte critico valutatore di saggi artistici per la rivista di critica d’arte Bijutsu Techō dell’editore giapponese Bijutsu Shuppan-sha. Sulla base del concetto “Avventure in superficie” progetta alcune mostre omonime e svolge diverse attività nel mondo del teatro; ha lavorato in particolare con Yukio Waguri, ballerino di butō e allievo diretto di Tatsumi Hijikata, fondatore di questo stile contemporaneo di danza giapponese. Recentemente si sta occupando della sceneggiatura e dell’organizzazione dello spettacolo di danza KUROZUKA: yami no hikari, basato sulla leggenda della strega di Adachi. Tra i suoi numerosi scritti vi sono Keishō to jikan (La forma e il tempo), Bigaku no gyakusetsu (Il paradosso estetico), Kagami to hifu (Lo specchio e la pelle), Zusetsu damashie (L’illustrazione del trompe l’oeil), Geijutsu wo meguru kotoba (Parole sull’arte), Haikyo no bigaku (L’estetica delle rovine), Nikutai no meikyū (Il labirinto del corpo), Shomotsu no erotikkusu (L’erotico dei libri), Gensō no hanazono (Il giardino fiorito della fantasia), Bungōtachi no seiyōbijutsu (L’arte occidentale dei grandi scrittori).

Un’oasi nel deserto delle banalità 

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